Gli effetti positivi della teleradiologia

La teleradiologia è un sottoinsieme della telemedicina che prevede la trasmissione di immagini radiografiche (RX, TC, RM, PET…) acquisite in un dato luogo, in un altro geogaficamente distante, allo scopo di refertazione o consultazione.
Questa pratica medica non è dunque soltanto trasmissione di immagini, ma è anche scambio di conoscenze e informazioni tra medici. I vantaggi sono molteplici: i tempi delle diagnosi e la loro gestione si riducono, il sistema sanitario guadagna in efficienza, il paziente beneficia di cure migliori e più rapide, anche grazie alla possibilità di ottenere una second opinion, favorendo il coinvolgimento di radiologi sottospecializzati.
In un’ottica di ottimizzazione delle risorse e di un più equo accesso alle cure, la teleradiologia può supportare le strutture sanitarie nel far fronte a picchi di domanda di indagini diagnostiche, riducendo le liste d’attesa e contenendo i costi.
La telerefertazione viene in soccorso delle strutture sanitarie, pubbliche o private, attraverso l’affidamento a medici radiologi extra-aziendali dell’interpretazione delle immagini prodotte all’interno del centro diagnostico o dell’ospedale.

Origini ed evoluzione della teleradiologia

Le prime sperimentazioni nella trasmissione di immagini diagnostiche furono avviate nella seconda metà del secolo scorso attraverso circuiti televisivi che trasmettevano, in tempo reale, dal sito di acquisizione a uno schermo remoto. L’obiettivo era valutarne l’utilità nelle consulenze cliniche non solo radiologiche ma anche, ad esempio, anatomo-patologiche. Questi tentativi furono presto quasi del tutto abbandonati, a causa delle apparecchiature eccessivamente costose, la bassa qualità delle immagini, le difficoltà logistiche. A partire dagli anni ’80 la teleradiologia fu oggetto di nuovi studi e sperimentazioni grazie all’affermarsi di tecnologie informatiche sempre più potenti e affidabili. Il vantaggio più significativo era rappresentato dalla possibilità di archiviare le immagini, per visualizzarle o inviarle in un secondo tempo, senza la necessità della presenza contemporanea di paziente, operatore e radiologo. Lo scopo era quello di ottenere una cosiddetta second opinion nell’interpretazione delle immagini, spesso provenienti da siti dislocati in territori decentrati.
Da alcuni decenni la rivoluzione digitale ha coinvolto in modo massivo la diagnostica per immagini. Oggi disponiamo di ecografia, TC, RM, radiologia interventistica e medicina nucleare che si traducono in una maggiore efficacia nel processo di presa in carico e di cura del paziente, e in una maggiore produttività da parte dei medici radiologi.
La velocità di analisi dei dati introdotta da potenti calcolatori, l’alta definizione delle immagini e la possibilità di elaborazioni successive hanno portato al graduale passaggio dalla pellicola allo schermo. Di eguale impatto è stata la diffusione della banda larga che ha reso la trasmissione di immagini fedele, affidabile, veloce. Inoltre, di fondamentale importanza si sono rivelati i sistemi di archiviazione e condivisione di immagini quali PACS e RIS.
Tali costanti e ravvicinati progressi tecnologici, abbinati all’introduzione di dispositivi diagnostici con livelli di precisione sempre più elevati, si sono tradotti in una maggiore efficacia nel processo di presa in carico e di cura del paziente anche in aree remote, dove sono scarse o assenti le strutture sanitarie.

La teleradiologia oggi

La domanda di prestazioni in telerefertazione e, in senso più ampio, in teleradiologia, nella pratica clinica degli ultimi anni è in forte crescita in tutto il mondo. Tuttavia, nonostante i sorprendenti progressi, a livello europeo la diffusione della teleradiologia (così come della telemedicina) è ancora poco diffusa. L’opportunità di accedere ai fondi del PNRR darà indubbiamente uno slancio all’adozione di pratiche di telemedicina in tutti i paesi membri dell’Unione Europea, attuando un corposo piano di digitalizzazione della sanità già nel prossimo biennio.

Nel nostro Paese le strutture sanitarie (dagli ospedali alle case di cura, dalle case di prossimità ai centri diagnostici) possono già avvalersi della teleradiologia nel pieno rispetto dei processi e nella totale sicurezza del paziente e del radiologo, responsabile finale dell’atto medico radiologico in quanto firmatario del referto.

La scelta di affidarsi a una struttura che offre servizi di teleradiologia dev’essere guidata dalla valutazione di più aspetti: qualità dei referti, tecnologia, affidabilità nei tempi di risposta e partnership nell’impostazione di protocolli condivisi personalizzati.

Aggiornamenti sulle normative

La teleradiologia, come qualsiasi altro ambito della telemedicina, è soggetta all’applicazione di stringenti protocolli medici e informatici, e di processi attuativi, al fine di tutelare i pazienti garantendo loro prestazioni radiologiche di pari livello qualitativo rispetto a quelle ottenute non in telegestione.
La pratica in teleradiologia dovrà essere in primis oggetto di una specifica valutazione di accordo tra le parti coinvolte, che si impegnano ad attuarla rispettando le direttive delle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità. Dovrà disporre delle adeguate risorse perché i processi e l’atto medico complessivo siano eseguiti correttamente non solo dai medici radiologi e dai tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM), ma anche dagli altri professionisti della sanità coinvolti. È necessario quindi essere aggiornati e informati su tutti gli aspetti normativi e di metodo per l’organizzazione e l’esecuzione dell’atto medico radiologico in telegestione, nel rispetto delle esigenze della deontologia medica e della sicurezza del paziente, compresi il consenso sulla radioprotezione, la privacy e la qualità. (Fonte ISS. Rapporti Istisan – Linee guida per l’assicurazione di qualità in teleradiologia, a cura del Gruppo di Studio per l’Assicurazione di Qualità in Radiologia Diagnostica e Interventistica).

Digitalizzazione dell’assistenza sanitaria, gli obiettivi del PNRR

La telemedicina costituisce un aspetto di centrale importanza nella sanità del futuro, esprimendo concretamente l’impulso verso un sistema sanitario più efficiente, equo e per tutti. Per questo il potenziale del PNRR, con la possibilità di contare su investimenti significativi nella trasformazione dei servizi e delle aziende anche in campo sanitario, rappresenta un’imperdibile occasione per rendere l’assistenza sanitaria accessibile a tutti, ovunque.

ll Piano interviene a tutti i livelli del SSN in un processo globale e integrato di modernizzazione e digitalizzazione, rafforzando i sistemi informativi e gli strumenti digitali, creando reti clinico-transazionali, investendo nella formazione digitale e manageriale dei professionisti del SSN, superando le criticità legate alla diffusione limitata e disomogenea della cartella clinica elettronica, intervenendo sull’obsolescenza delle apparecchiature di tecnologie sanitarie. Realizzare ospedali 2.0 tecnologici, digitali e sostenibili da un lato e, dall’altro, implementare e diffondere strumenti e attività di telemedicina rappresentano i due obiettivi primari.

Cosa prevede il PNRR per la sanità digitale

Il PNRR si articola su 3 assi strategici (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale) declinati su 6 pilastri e 16 componenti:
In ambito sanitario (M6 Salute), fermo restando l’asse strategico orizzontale della digitalizzazione ed innovazione, la strategia del PNRR si focalizza su due componenti essenziali:
M6 C.1 – Assistenza di prossimità e Telemedicina (7,9 mld totali)
M6 C.2 – Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria (11,82 mld totali)

Investimenti in medicina | DIATHEIA | Telerefertazione, telemedicina e teleradiologia in Italia

Gli importi stanziati nella prima fase sono stati oggetto di una recente rimodulazione approvata dalla Commissione dell’Unione Europea, che ha permesso, tra l’altro, di incrementare i fondi destinati alla telemedicina.
L’obiettivo è il miglioramento del Sistema Sanitario Nazionale per rendere le strutture più moderne, digitali e inclusive, garantire equità di accesso alle cure, rafforzare la prevenzione e i servizi sul territorio promuovendo la ricerca.
Le risorse saranno allocate per investimenti volti a rinnovare i sistemi digitali, rafforzare gli strumenti di raccolta, elaborazione e analisi dei dati per garantire la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) ed erogare Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in tutto il Paese.
Il piano comporterà la digitalizzazione di 280 strutture sanitarie sede di Dipartimenti di emergenza e accettazione (DEA) di I e II livello.
Il totale destinato alla missione è di € 15,2 mld (pari all’8,03% dell’importo totale del PNRR). Fonte: Ministero della Salute.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico

Nella medicina del futuro i dati sanitari sono uno strumento di cura

Allo stato attuale tutte le Regioni hanno attivato il FSE: 21 Regioni hanno creato Fascicoli Sanitari autonomi, pensati per rispondere alle logiche ed alle eventuali peculiarità dei sistemi sanitari regionali locali.
La telegestione di Diatheia, in questa delicata fase di transizione volta a garantire servizi di sanità digitale standardizzati, garantisce alla tua azienda sanitaria, fin da subito, un sistema predisposto all’interoperabilità con lo standard predisposto da SOGEI*.

Regioni
attive

21

Referti
digitalizzati

374356968

FSE
attivi

57663021

*SOGEI – Società Generale d’Informatica S.p.A. – è la società di Information Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze. È Partner strategico dell’Amministrazione economico-finanziaria, partecipando attivamente al processo di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.

L’assistenza di prossimità diventa interconnessa

La telemedicina è individuata come lo strumento principale della intermediazione di domanda inappropriata di accesso ospedaliero; la soluzione per attenuare la pressione nei confronti delle strutture ospedaliere passa attraverso tre nuovi livelli logistici di cura: case del paziente, case della comunità, ospedali di comunità.
I servizi Diatheia sono uno strumento fondamentale per la pianificazione della nuova assistenza: interconnessa e di prossimità.

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