È noto come si registri a livello globale un numero sempre maggiore di casi di affaticamento fisico tra i radiologi derivante dall’impegno di ore di lavoro extra, con un aumento di casi di sindrome Burn-out.
In America, un sondaggio Medscape del 2019 ha rivelato che il 44% dei medici ha riferito di sentirsi esaurito, mentre l’11% era colloquialmente depresso e il 4% clinicamente depresso. Inoltre, lo studio ha rivelato che nel 2018 l’assistenza critica (48%), la neurologia (48%), la medicina di famiglia (47%), gli ostetrici/ginecologi (46%) e la medicina interna (46%) rappresentavano le specialità con più alta percentuale di burn-out. Degli oltre 15.000 medici statunitensi, circa 600 intervistati lavoravano come radiologi.
L’indagine, inoltre, ha portato alla luce il dato che quasi il 25% dei medici depressi ha riconosciuto di essere meno attento durante la valutazione dei pazienti, il che potrebbe aumentare i rischi di una diagnosi errata. Per combattere questo crescente tasso di stanchezza, la teleradiologia rappresenta un approccio efficace. L’interpretazione a distanza delle immagini dei pazienti provenienti da metodologie di imaging medico, come la risonanza magnetica (RM), la tomografia computerizzata (TC) e le radiografie, elimina la necessità per i medici di trovarsi nello stesso luogo del paziente. Inoltre, queste tecniche aiutano a definire le priorità dei casi, ottimizzando il flusso di lavoro.