Negli ultimi anni, il lavoro del radiologo ha subito una trasformazione sostanziale. Grazie alla teleradiologia, è oggi possibile esercitare la professione in modalità remota. Fornendo referti a strutture sanitarie in tutto il mondo senza vincoli fisici di sede. Questa evoluzione tecnologica, oltre ad aumentare l’efficienza clinica, apre anche a riflessioni di natura fiscale. In particolare per i professionisti che decidono di trasferire all’estero la propria residenza fiscale.
Per i radiologi che operano in libera professione la possibilità di lavorare da remoto consente di valutare con maggiore libertà il Paese in cui stabilire il proprio domicilio fiscale. Con l’obiettivo di ottimizzare l’imposizione sui redditi professionali. Alcuni Stati membri dell’Unione Europea, tra cui Malta e Portogallo, hanno strutturato regimi fiscali favorevoli per attrarre professionisti qualificati. Questi hanno offrendo condizioni di tassazione particolarmente competitive.
Il caso di Malta è particolarmente rilevante. Il regime dei residenti non domiciliati prevede che i redditi prodotti al di fuori del territorio nazionale non siano soggetti a tassazione. Questo a condizione che non vengano rimessi nel Paese. Per un radiologo che presta servizi a distanza per strutture sanitarie estere e conserva i proventi all’estero. Tutto questo si traduce in un’imposizione potenzialmente nulla da parte dell’autorità fiscale maltese. Anche nel caso in cui parte dei redditi venga trasferita a Malta, l’aliquota ordinaria, fino al 35%, può essere significativamente ridotta tramite meccanismi di credito d’imposta o strutture societarie compatibili con il diritto locale.
Un altro caso particolarmente interessante è rappresentato dal Portogallo. Il regime fiscale per i “residenti non abituali” (Non-Habitual Resident, NHR) consente per un periodo di dieci anni un’aliquota fissa del 15% sui redditi da lavoro autonomo. Purché si tratti di attività considerate ad alto valore aggiunto, tra cui rientra anche la professione medica. Inoltre, in presenza di convenzioni contro la doppia imposizione, i redditi generati da prestazioni erogate all’estero possono essere esentati dalla tassazione in Portogallo. Tale quadro normativo rende questo paese una destinazione attrattiva per i radiologi. Essi operano da remoto per committenti internazionali, con una sostanziale riduzione del carico fiscale rispetto alla normativa italiana.
Fino al 2024 anche il Regno Unito rappresentava una destinazione di rilievo. Grazie al regime dei “non-domiciled” (non-dom), che consentiva di non tassare i redditi esteri a meno che non venissero rimessi nel Paese. Tuttavia, tale regime è stato abolito a partire dal 6 aprile 2025. Al suo posto è stato introdotto un sistema basato esclusivamente sulla residenza, con una finestra di esenzione di quattro anni per i nuovi residenti. Al termine di tale periodo, tutti i redditi globali diventano soggetti a imposizione ordinaria. Questo cambiamento riduce sensibilmente l’attrazione fiscale del Regno Unito per professionisti altamente mobili.
Esistono infine ulteriori giurisdizioni da considerare, come Cipro, Gibilterra o l’Albania, che offrono regimi di flat tax, esenzioni sui redditi esteri e condizioni agevolate per imprenditori e professionisti digitali. Tuttavia, è necessario valutare attentamente, oltre al quadro fiscale, anche aspetti come l’accesso ai servizi sanitari, la stabilità giuridica e la compatibilità delle normative locali con l’esercizio della professione medica.
In conclusione, per un radiologo che opera in modalità remota, la scelta consapevole del Paese di residenza fiscale rappresenta un’opportunità concreta di ottimizzazione fiscale. Paesi come Malta e Portogallo offrono regimi legittimi, trasparenti e vantaggiosi che e se ben strutturati, permettono una significativa riduzione del carico impositivo. Indispensabile pero’ affidarsi a professionisti qualificati per gestire correttamente il passaggio di residenza, la conformità alle normative internazionali e le eventuali implicazioni previdenziali o assicurative. In un contesto in cui la medicina digitale supera i confini territoriali. Anche la pianificazione fiscale deve evolversi in modo strategico e informato anche in Italia.


